U.F. “DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA (DDI): AMBIENTI DI APPRENDIMENTO IN RETE E METODOLOGIE DIDATTICHE PER LA GESTIONE DEL GRUPPO CLASSE ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE PER L’APPRENDIMENTO SCOLASTICO TRA PRESENZA E DISTANZA”
N.25 ORE
(N.6 ORE IN PRESENZA ON LINE E N.19 ORE TRA FAD – LABORATORIO E RESTITUZIONE)
La dinamica dei cambiamenti socio-economici delle società tecnologicamente avanzate richiede ai sistemi scolastici profonde modifiche strutturali e organizzative. Riguardo alla didattica, una delle esigenze più pressanti appare il passaggio da una concezione basata prevalentemente sull’insegnamento a una che privilegia l’apprendimento. Mentre infatti la scuola attuale è basata sul paradigma dell’apprendimento inteso come trasmissione di conoscenze, la scuola nuova dovrà confrontarsi con una pluralità di altri paradigmi, funzionali alle diverse situazioni didattiche e coerenti con un uso efficace delle nuove tecnologie: apprendimento come costruzione individuale e sociale di conoscenze, apprendistato cognitivo, situated learning, apprendimento cooperativo e così via. Nella scuola dell’insegnamento la didattica si fonda su uno schema consolidato che prevede una comunicazione didattica alla classe (spiegazione), lo studio individuale (in genere sui libri), esercitazioni individuali, interrogazione. In questo quadro al docente sono richieste competenze come: sapere programmare il proprio corso, essere un buon comunicatore per realizzare spiegazioni interessanti, selezionare o preparare accuratamente i materiali di studio a casa, le esercitazioni, i compiti in classe, le prove di valutazione, sapere pianificare le attività extra scolastiche. Quasi sempre la struttura della classe riflette questa impostazione, in cui l’attività prevalente in aula è l’ascolto del docente. Tale struttura prevede un’aula con un certo numero di banchi di fronte, in cui è scoraggiato il dialogo tra gli studenti e l’attenzione di tutti è focalizzata sulla cattedra. Nella scuola nuova basata sull’apprendimento, l’enfasi è sui processi messi in atto dagli studenti, che consistono prevalentemente nello svolgimento di attività individuali o collettive, sotto la supervisione dell’insegnante. In questo tipo di scuola l’insegnante ha il ruolo prevalente del progettista e gestore di ambienti di apprendimento intesi come «…luoghi dove gli studenti possono lavorare insieme e supportarsi a vicenda usando una molteplicità di strumenti e di risorse informative nel loro itinerario guidato verso gli obiettivi formativi e le attività di problem- solving» [Wilson, 1996]. Oltre all’attività didattica la pratica dell’insegnante riguarda la sua attività come membro dell’organizzazione scolastica: partecipazione agli organi collegiali, rapporti con i genitori, partecipazione alla gestione dei servizi scolastici (biblioteca, laboratori ecc.), turismo scolastico ecc. Infine un aspetto essenziale della pratica degli insegnanti è diventato l’aggiornamento continuo. In un periodo di rapidi cambiamenti sociali, economici e tecnologici, in mancanza di una formazione permanente, i docenti rischiano di diventare inadeguati di fronte ai compiti richiesti dalla nuova scuola. I docenti devono essere consapevoli della necessità di uno sviluppo continuo della loro professionalità e dei mezzi necessari per realizzarla. È urgente definire un quadro di riferimento condiviso, che indichi le competenze dei docenti riguardo all’uso delle ICT (Information and Communication Technology) nella loro pratica e ciò per diversi motivi. Appare infatti necessario dare una coerenza ai diversi piani di formazione degli insegnanti in servizio. È necessario armonizzare gli interventi di formazione iniziale degli aspiranti insegnanti. È utile un quadro di riferimento per la certificazione delle competenze degli insegnanti. In modo più dettagliato, un quadro di riferimento delle competenze degli insegnanti relativo all’uso delle ICT nella propria pratica è utile perché questo può essere:
- la base di piani di formazione degli insegnanti in servizio,
- un elemento di armonizzazione dei diversi curricula universitari di prima formazione degli aspiranti insegnanti,
- uno strumento per la definizione di criteri di certificazione delle
- un riferimento per lo sviluppo di materiali didattici condivisibili a livello europeo;
- uno strumento di condivisione di punti di vista e di elaborazione di un linguaggio comune;
- un riferimento per il singolo insegnante che può programmarsi un piano di sviluppo professionale nel
In particolare un docente esperto deve essere in grado di usare le ICT per la produzione di documenti multimediali e ipermediali. È capace di sfruttare le potenzialità offerte dalla rete per accedere e condividere informazione e per la comunicazione interpersonale e ciò per migliorare la cooperazione sia con i colleghi sia con tutti gli altri attori coinvolti nel sistema scolastico.
L’insegnante della scuola nuova fondata sull’apprendimento, più che sull’insegnamento, ricopre un ruolo determinante nel progettare, realizzare, gestire e valutare ambienti di apprendimento per i propri studenti. Insieme con i propri colleghi e gli altri operatori della scuola svolge attivamente la sua pratica gestendo, adeguando e innovando l’intera organizzazione scolastica. Dal momento che la dinamica della società impone continuamente un adeguamento dei sistemi formativi, lo sviluppo professionale è uno degli elementi inderogabili della pratica dell’insegnante. Questi tre settori di competenza possono, e forse devono, avvalersi delle potenzialità offerte dalle ICT. Questo complesso di conoscenze e abilità, che alcuni chiamano information literacy, sono trasversali e indipendenti dalle tre aree, ma in una società sviluppata queste tre aree non possono prescindere da una loro piena padronanza e i processi di prima formazione degli insegnanti dovranno essere rivolti anche a svilupparla. Ma come adeguare la professionalità dei docenti in servizio? Non esistono formule magiche per ridurre i tempi necessari, tempi che, è bene sottolinearlo, non possono essere misurati in mesi, ma in anni. Si tratta di iniziare immediatamente un lungo cammino di crescita professionale che durerà tutta la vita lavorativa. Sa preparare e realizzare un personale piano di sviluppo professionale, utilizzando come risorsa le ICT. Sa utilizzare strumenti e metodologie basate sulle ICT per la pianificazione e il monitoraggio del proprio sviluppo personale. Sa utilizzare tecniche, strumenti e risorse di open learning per sviluppare le proprie competenze. Identifica i bisogni di sviluppo professionale e le opportunità di formazione più rilevanti, valuta i modi per raggiungere gli obiettivi e i necessari prerequisiti. Riflette criticamente sulla natura dello sviluppo professionale e contribuisce al programma di sviluppo professionale per il proprio istituto. Sa come ottenere risorse formative per la formazione dei docenti in servizio sull’utilizzo pedagogico delle ICT. Sa formare i colleghi sull’utilizzo pedagogico delle ICT. È consapevole delle potenzialità della formazione in rete per i docenti in servizio. Può essere coinvolto come tutor in corsi di formazione in rete per docenti. È consapevole di come la ricerca azione possa favorire lo sviluppo professionale. Sa come utilizzare gli strumenti ICT nella ricerca azione. Questa riflessione, comunque, non deve essere intesa come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza di un processo partecipativo che dovrà necessariamente coinvolgere le maggiori istituzioni e progetti Europei coinvolti nello sviluppo professionale dei docenti, ed è questo il senso della proposta presentata alla commissione Europea per il lancio di un nuovo progetto per la definizione di un quadro di riferimento condiviso a livello Europeo della professionalità dei docenti nell’uso delle ICT nella loro pratica, affinché essi costituiscano l’elemento di costante crescita dei sistemi educativi Europei.
Team Integration
Che cosa mi rende unico? Come contribuisco al lavoro del Team? Quali sono le mie potenzialità e come posso realizzarle in azienda? Come vedo il mio sviluppo personale e lo sviluppo del mio Team? Come posso motivare me stesso e gli altri? Team Integration è uno processo di fondamentale importanza per un lavoro di gruppo efficace. Infatti, per raggiungere gli obiettivi, il Team deve agire come un solo uomo. Ma deve unire in sé non i difetti, bensì le qualità migliori dei suoi membri. Come in cucina, così anche nel lavoro la miglior ricetta è quella dove i contrasti si equilibrano per un ottimo risultato. Prepariamo il nostro Team… come un’ottima cena! Team Integration consiste dunque nel prendere coscienza del contributo di ciascuno e dell’identità, unica e individuale, del Team in quanto insieme. I membri del Team si conoscono tra loro, a partire da una conoscenza approfondita di se stessi, e prendono coscienza delle risorse dei singoli e del Team rispetto alla mission aziendale. Questo processo svolge in tutto il team di lavoro complessivamente, con una serie di interventi mirati, e riguarda tutti i livelli, dalla vision agli aspetti operativi più elementari. In primo luogo noi procediamo con ad aumentare la consapevolezza individuale di ogni membro del team, che così ha occasione di chiarire a se stesso:
- i propri punti di forza e di crisi;
- gli obiettivi da raggiungere;
- i problemi da superare;
- il proprio ruolo nel team e nell’azienda. In secondo luogo, viene svolta un’analisi del Team come insieme e tracciato il suo
A partire da questo, la squadra impara a conoscersi e a realizzare al meglio le proprie potenzialità.
Profilo individuale e profilo di gruppo Il profilo di ogni singolo membro del Team e del Team nel suo complesso traccia un quadro di capacità, interessi e potenzialità mentali ed emotive. Ciascuno di noi ha infatti una propensione più forte per un certo ambito, o zona mentale. Queste possono essere sintetizzate come “emisfero sinistro” ed “emisfero destro” del cervello. L’emisfero sinistro è collegato alle facoltà razionali e calcolatori, alla progettazione e alla pianificazione; L’emisfero destro si occupa invece dell’emotività, dell’immaginazione e della creatività.
Nessuno di noi sviluppa entrambi gli emisferi allo stesso grado; di conseguenza, alcune persone avranno una maggiore propensione al calcolo, mentre altre al volo della fantasia. Se questo è vero per l’individuo, è vero anche per il Team. Nel nostro percorso di formazione ne tracciamo un profilo per poi interpretarlo insieme. Grazie a ciò, il Team si scopre unico e ricco di potenzialità proprio come lo è un individuo. Inoltre, prende coscienza del valore della diversità; si rende conto dell’importanza del contributo di ciascuno; aumenta la propensione al dialogo; migliora la comunicazione; sperimenta un approccio più vario e molteplice ai problemi da risolvere.
Il nostro valore aggiunto: l’approccio esperienziale Il nostro valore aggiunto? Il fatto che tutto questo processo non venga svolto in aula, bensì sia vissuto direttamente dal Team attraverso una serie di attività esperienziali di grande impatto emotivo. Una volta completato e condiviso il profilo di ciascun componente e dell’intero Team, mettiamo alla prova il gruppo in condizioni che lo sfidano a manifestare le proprie potenzialità nascoste. Prendiamo le mosse proprio dal profilo tracciato. Se il Team si è rivelato debole sul lato della immaginazione e della creatività, proponiamo un’attività che stimoli queste sue qualità. Prendiamo ad esempio un Movie Making. I partecipanti devono creare un breve spot video per pubblicizzare la loro azienda/scuola, un suo prodotto o servizio. Possono anche avere un tema particolare, ad esempio l’argomento trattato in una convention, oppure il futuro dell’azienda in un momento di crisi. In ogni caso, l’attività cinematografica permette di elaborare, visualizzare e rappresentare con metafore originali la Vision, i Valori e la Mission. Il lavoro sullo spot è un ottimo espediente per spronare i membri del Team a formulare in modo sintetico, visivo e immaginifico i concetti chiave dell’azienda. Se è il versante della pianificazione a essere carente, opteremo per un’attività che richieda al Team uno sforzo di precisione. Un format adatto è ad esempio Lego Building, un esercizio di costruzioni che utilizza i mattoncini Lego. Anche in questo caso lo scopo sarà quello di riuscire a rappresentare visivamente “l’azienda ideale” o gli obiettivi futuri. Ma stavolta a prevalere non sarà il volo della fantasia, bensì la progettazione e l’attenzione al dettaglio.
Al Team sarà richiesto di: preparare un progetto dettagliato; dividere i compiti; organizzare gruppetti di lavoro che svolgano le diverse parti del progetto; realizzare la costruzione nel tempo stabilito.
Se il Team manca di armonia e capacità di ascolto reciproco, lo testeremo con attività che puntano alla condivisione del ritmo: Corporate Song oppure Orchestra Aziendale. Nelle attività musicali, infatti, esercitiamo la leadership circolante. Ciascuno partecipa con la propria voce o il proprio strumento alla musica creata dal Team, senza gerarchie precostituite. Da un lato, tutti devono imparare lo stesso ritmo e suonare o cantare insieme come un’orchestra o un coro coordinato. In un secondo momento c’è spazio per l’espressione della leadership individuale: a turno, si propone un ritmo che gli altri componenti del Team devono replicare. In questa maniera, ciascuno ha la possibilità di esprimersi e di esercitarsi a guidare il gruppo. Lavoriamo dunque sulle capacità di: ascoltare gli altri; esprimere le proprie emozioni attraverso la musica; comprendere le emozioni espresse dagli altri; imparare un ritmo proposto da altri; proporre un proprio ritmo da condividere; suonare insieme. Insomma, proiettiamo le capacità e i punti critici del Team in un ambiente differente per spingerlo a esprimere appieno le proprie potenzialità.
Risolvere le contraddizioni nascoste Sia a livello della singola persona, sia a livello di gruppo ci possono essere contraddizioni nascoste, o atteggiamenti apparentemente innocui, che danneggiano il funzionamento del team e ne bloccano la crescita. Allineamento di gruppo è un modo per rilevare e risolvere questi blocchi. Anche nel gruppo di lavoro apparentemente più unito ci possono essere contraddizioni nascoste, che non vengono a galla senza l’operazione di allineamento di gruppo. La vision e la mission aziendale possono essere contraddittorie al loro
interno (ad esempio, se alle proclamazioni di amore per la natura non corrisponde un reale sforzo ecologico) oppure possono scontrarsi con gli ideali del membro singolo del team (ad esempio, se alla tensione dell’azienda all’internazionalizzazione si oppone il desiderio di un padre di famiglia di restare unito ai figli). Queste contraddizioni celate, di cui spesso non si parla e forse nemmeno ci si rende conto, vanno esplorate e indagate per poter essere risolte.
Comunicazione non verbale
Alcune ricerche hanno dimostrato che la comunicazione non verbale nei contesti di insegnamento ha un ruolo significativo nel costruire un rapporto di fiducia tra allievo e docente e, inoltre, può influire nel determinare il rendimento scolastico sia del singolo sia del gruppo.
Anche il buon senso ci permette di capire che, volendo parlare di un argomento che susciti l’interesse dei bambini, sarebbe impossibile (o quasi) riuscire a sortire l’effetto desiderato curando soltanto l’aspetto verbale, scegliendo cioè le migliori parole possibili. E’ fondamentale imparare a giocare con la propria voce, sottolineando ed evidenziando i contenuti che si vogliono trasmettere grazie alle variazioni di tono, alle pause e alla velocità del proprio eloquio (paraverbale). Inoltre è importante imparare ad utilizzare il proprio corpo per trasmettere tutto l’interesse che si vuole suscitare nei bambini (non verbale).
Il corso si propone di offrire, attraverso indicazioni teoriche ed esercitazioni pratiche, alcune strategie per incrementare l’efficacia comunicativa sviluppando la capacità di accordare la propria fisicità (intesa in senso ampio: movimenti, postura, espressioni del volto, ecc.), agli elementi paraverbali (timbro, tono, velocità, pause, volume, ecc.) ed al contenuto del messaggio.
Obiettivi:
- fornire elementi teorici e pratici per imparare a leggere la propria modalità comunicativa
- sperimentare differenti modalità di utilizzo del corpo e della voce per rendere la propria comunicazione, anche non verbale, più efficace
- offrire elementi teorici e pratici per imparare a leggere il non verbale del nostro interlocutore
Public Speaking
L’attenzione esclusiva verso i contenuti e le informazioni, nell’attività dell’insegnante non basta più; è fondamentale conoscere e praticare le tecniche di base che possono agevolare sicurezza e calma interiore nel Public Speaking. Sviluppare una maggiore consapevolezza dei tre canali della Comunicazione come strumenti di azione e presenza (gestualità, postura e movimenti, contatto visivo, espressioni facciali) per vincere la normale ansia di parlare davanti agli altri.
Intro e Paura di Parlare in pubblico Profilo uditorio e Abilità comunicative Contatto visivo
Gesti movimenti posture Gesti e movimenti Linguaggio e pause
Abbigliamento personalità humor Stress e public speaking
Fasi operative e supporti visivi
Gestione psicologica e conclusioni
Lezioni
- 2 Sections
- 2 Lessons
- Nessuna scadenza
- 6 ore Webinar (attività sincrona)2
- 19 ore RestituzioneIl lavoro può essere svolto in gruppo ma deve essere consegnato singolarmente. Ogni docente per ricevere l'attestato deve caricare la consegna nel proprio account1