Scuola e lavoro sempre più vicini
Da settembre 2026 le classi prime degli istituti tecnici seguono un ordinamento nuovo. La riforma, prevista dal PNRR, punta ad allineare ciò che si studia con le competenze richieste dalle imprese.
Cambiano gli orari, cresce il peso dei laboratori e si rafforzano i legami con aziende, ITS Academy e università. Vediamo cosa cambia davvero e cosa significa per studenti e famiglie.
Le novità della riforma
Il nuovo assetto è fissato dal decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026. Si applica dalle classi prime del 2026/27 e arriverà a regime in cinque anni.
- Tre aree nel curricolo: materie generali comuni (italiano, inglese, matematica, storia, diritto), un’area di indirizzo flessibile e una quota di ore decisa dalla scuola.
- Più autonomia: ogni istituto può usare la sua quota per progetti legati al territorio, laboratori o attività interdisciplinari.
- Più laboratorio: unità di apprendimento interdisciplinari e integrazione costante tra teoria e pratica.
- Patti educativi 4.0: accordi tra scuole, imprese, ITS Academy e università per condividere risorse e attività.
- Docenti in azienda: aggiornamento e periodi di osservazione nelle imprese per chi insegna le materie tecniche.
- Più inglese: materie tecniche con metodologia CLIL, scambi e certificazioni linguistiche.
Restano due settori: economico e tecnologico-ambientale, con indirizzi come meccanica, elettronica, informatica e costruzioni.
La riforma non è senza critiche. Sindacati e reti di scuole hanno contestato i tagli ad alcune materie, come geografia e italiano, e i tempi stretti dell’avvio.
Cosa significa per studenti e famiglie
Per chi si iscrive oggi a un tecnico, il percorso diventa più pratico. Nei primi due anni si costruiscono le basi scientifiche e tecnologiche; dal terzo anno pesano sempre di più le materie di indirizzo.
Cresce anche la continuità dopo il diploma. Gli istituti tecnici devono preparare alla prosecuzione verso gli ITS Academy e le lauree professionalizzanti, percorsi molto legati alle imprese.
Il consiglio per le famiglie è semplice: chiedere alla scuola come userà la sua quota di autonomia e con quali aziende del territorio collabora. Sono queste scelte a fare la differenza tra un istituto e l’altro.
La nostra esperienza: la scuola come impresa
Portare il lavoro dentro la scuola è un’idea che Education & Training sostiene da anni. Con il progetto di Impresa Formativa Simulata in Calabria, gli studenti hanno gestito vere aziende laboratorio dentro le loro classi.
Di scuola, territorio e autonomia abbiamo parlato con docenti e dirigenti al convegno L’insegnante e il dirigente scolastico nella scuola dell’autonomia, a Matera nel 2019. E sui modelli educativi del futuro nell’incontro Next Generation EU: la scuola che verrà.
La riforma va nella direzione che abbiamo sempre indicato: una scuola che dialoga con le imprese senza perdere la sua funzione culturale.




