UF N.25 ORE (N.6 ORE IN PRESENZA ON LINE E N.19 ORE TRA FAD – RIELABORAZIONE CRITICA E RESTITUZIONE)
La presenza sempre più evidente di minori stranieri nelle nostre scuole si inserisce come fenomeno dinamico in una situazione caratterizzata da profonde trasformazioni sociali, culturali, di organizzazione scolastica.
La fluidità di un fenomeno in piena evoluzione è accompagnata dai primi segnali di stabilizzazione del processo migratorio, sia per i progetti e le scelte di vita delle famiglie, sia per la quota crescente di minori di origine immigrata che nascono in Italia e compiono nelle nostre scuole l’intero percorso degli studi.
Di fronte a nuclei familiari che tendono a mantenere viva nelle giovani generazioni l’impronta culturale dei paesi di origine, fatto questo comprensibile e per certi aspetti giusto, alle nostre scuole, attraverso lo studio della lingua italiana e delle varie discipline, spetta il compito di avvicinare gli alunni stranieri alla nostra cultura, con un percorso che dovrebbe portare alla comprensione, al coinvolgimento emotivo, alla maturazione di un forte senso di appartenenza.
La sfida, come si può vedere, non è di poco conto ma ad essa non ci si può sottrarre, pena veder crescere giovani che si sentiranno estranei rispetto al paese che li ospita, con tutti i rischi che una tale condizione può comportare.
Da questo punto di vista, la scuola deve elaborare strumenti di lavoro che indichino il percorso, la strada, i passaggi da compiere di volta in volta in modo da pervenire al traguardo finale.
Promuovere il protocollo di accoglienza
Il documento, frutto delle esperienze, degli studi e delle riflessioni di tanti, intende presentare una modalità corretta e pianificata con la quale accompagnare l’ingresso a scuola degli alunni stranieri.
In maniera più specifica, attraverso le indicazioni contenute nel Protocollo di accoglienza l’Istituto Comprensivo si propone il conseguimento dei seguenti obiettivi:
– facilitare l’ingresso a scuola dei bambini e dei ragazzi stranieri;
– entrare in relazione con la famiglia immigrata;
– indicare il percorso corretto per individuare la classe in cui inserire l’alunno;
– favorire un clima di accoglienza e di accettazione nella scuola;
– promuovere la collaborazione tra i docenti delle diverse aree disciplinari e tra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale.
Step di riflessione
Riferimenti normativi
Educare all’interculturalità
Le proposte, i criteri, la documentazione e il PDP
Gli alunni NAI sono gli studenti neoarrivati in Italia che non parlano italiano o lo parlano poco, o coloro i quali sono inseriti a scuola da meno di due anni.
Gli alunni stranieri NAI, per periodi più o meno lunghi, a seconda dell’età, della provenienza, delle lingue di origine, della scolarità pregressa, dei tratti personali e di elementi contestuali, si possono annoverare nella categoria di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES).
Le norme attuali sui BES fanno infatti riferimento anche agli alunni stranieri.
Un alunno NAI attraversa, in genere, tre fasi nel suo percorso di apprendimento linguistico, che l’istituzione scolastica e i docenti devono sostenere e accompagnare in maniera efficace:
Durante la prima fase della durata di alcuni mesi, gli sforzi e l’attenzione privilegiata sono rivolti all’acquisizione della lingua per comunicare. L’allievo deve essere sostenuto nelle attività di comprensione, produzione orale, creazione di un lessico di base, acquisizione di tecniche di lettura e scrittura.
Durante la seconda fase, che può estendersi fino a tutto il primo anno di inserimento, continua e si amplia l’acquisizione della lingua per la comunicazione interpersonale di base e si inaugura l’apprendimento dei contenuti disciplinari comuni, a partire dalle materie a minor carattere “verbale”, contando su strumenti mirati quali glossari bilingui e testi semplificati e linguisticamente accessibili.
In questa fase “ponte” possono funzionare moduli laboratoriali, vale a dire blocchi di interventi su tematiche e argomenti specifici (linguistici e/o disciplinari), così come la partecipazione ad attività di doposcuola nel quale l’alunno è seguito nel fare i compiti e nello studio.
Nella terza fase, l’alunno straniero segue il curricolo comune ai pari e viene sostenuto attraverso forme di facilitazione didattica e linguistica, iniziative di aiuto allo studio in orario extrascolastico.
L’individualizzazione dell’insegnamento in questo periodo si deve basare sull’attenzione degli insegnanti alle difficoltà della lingua scritta dello studio, avendo cura di non dare nulla per scontato nella comprensione dei significati.
Studenti NAI: le migliori strategie didattiche
Per lavorare al meglio con gli allievi NAI si raccomandano alcune semplici misure che possono essere applicate ad ampio raggio su tutte le materie curriculari:
- non imporre la lettura ad alta voce;
- non imporre la scrittura veloce sotto dettatura;
- concessione dell’uso del vocabolario;
- utilizzo di testi facilitati;
- utilizzo di brevi dispense scritte al computer in linguaggio semplice, sintetico e ricco di tabelle e schematizzazioni;
- programmazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa;
- organizzazione di interrogazioni programmate;
- somministrazione di prove scritte e orali con modalità che tengano conto più del contenuto che della forma;
- predisposizione di prove scritte differenziate. In particolare si consiglia di tralasciare verifiche scritte con domande aperte, temi e riassunti e di privilegiare verifiche semistrutturate, a completamento, applicazione di formule, e di fornire per ciascuna tipologia di esercizio un esempio.
Durante le lezioni frontali, invece, utilizzare un linguaggio semplice e incoraggiare le attività di gruppo al fine di favorire una didattica inclusiva e la socializzazione in classe. Far affiancare lo studente NAI da un Tutor e/o dalla figura di un Mediatore interculturale.
Per venire incontro alle esigenze degli studenti NAI, gli insegnanti e la scuola mettono a disposizione misure compensative e interventi educativi spesso simili a quelli dedicati agli studenti BES, ovvero con Bisogni Educativi Speciali. Infatti, la situazione di svantaggio linguistico che presentano questi alunni, induce gli insegnanti alla stesura di un PDP – Piano Didattico Personalizzato con lo scopo di monitorare il loro percorso scolastico.
Inizialmente, gli insegnanti si occupano dell’acquisizione da parte dell’alunno NAI della lingua per comunicare. Infatti, lo studente è seguito nella fase di apprendimento linguistico e, in seguito, anche in quello delle discipline comuni. Tra gli strumenti utili all’integrazione e al percorso di studi dell’alunno NAI compaiono attività laboratoriali del doposcuola, mentre tra le metodologie didattiche più utilizzate in classe (e applicabili a tutte le materie scolastiche) troviamo:
utilizzo di testi facilitati, schemi, dispense e tabelle;
permesso all’utilizzo del vocabolario;
interrogazioni programmate;
prove e verifiche differenziate (tenendo conto più del contenuto che della forma e prediligendo le prove a completamento, precedute da un esercizio esempio).
Inoltre, durante le prove di verifica l’insegnante fornisce allo studente NAI tempi più lunghi per svolgere il compito e adotta accorgimenti quali evitare la lettura ad alta voce o la scrittura sotto dettatura in classe.
Finalità
Ribadire il diritto all’inserimento immediato degli alunni neoarrivati
Contrastare il ritardo scolastico
Accompagnare i passaggi (adattare il programma e la valutazione)
Sostenere l’apprendimento dell’italiano L2, lingua di scolarità
Le ICT per l’inclusione: Obiettivi Formativi
Le ICT per l’inclusione possono diventare strategiche nel consentire l’accesso all’apprendimento, perché sono flessibili e consentono l’abbattimento delle barriere.
Tablet, software didattici inclusivi e altre tecnologie permettono una gestione ottimale degli alunni BES e DSA. La gestione dei processi inclusivi con le tecnologie digitali favorisce infatti la valorizzazione delle differenze e un apprendimento significativo.
La Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 interviene in maniera decisa nella direzione del richiamo alla forte responsabilità della scuola nei confronti dell’educazione verso gli alunni che si trovano ad avere disturbi di apprendimento, indicando una serie di stringenti misure di intervento, al fine di assicurare percorsi di formazione adeguati ed efficaci per promuovere il successo formativo di ciascuno.
Tutte le attività di verifica saranno effettuate attraverso la piattaforma educationtraining.it attraverso una documentazione generativa. Per rendere generativa la documentazione e per far comprendere ciò che si sta documentando, gli aspetti salienti e i punti più importanti di un’attività saranno trasformati in unità informative, così da rendere visibile all’esterno le capacità progettuali del docente, dei docenti e, infine, della scuola.
Lezioni
- 2 Sections
- 2 Lessons
- Nessuna scadenza
- Descrizione Lezioni N.6 Ore Webinar2
- N.19 Ore FAD, Rielaborazione Critica E Restituzione1