UNITA’ FORMATIVA “Strumenti innovativi nella didattica delle competenze per la scuola dell’Infanzia” – Prof.ssa Angela Costabile
Sviluppo psicologico infantile e interdipendenza tra diverse aree
Lo sviluppo cognitivo con attenzione per motivazione ed esplorazione e di emozioni.
Il laboratorio tenuto dalla dr.ssa Maria Francesca Spina tratterà nell’ambito della modalità EBI (Evidence Based Intervention) alcune strategie per lavorare su emozioni (positive e negative) da 3 a 6 anni.
N.25 ORE MAX 40 PERSONE
(N.6 ORE IN PRESENZA ON LINE E N.19 ORE TRA FAD – LABORATORIO E RESTITUZIONE)
Sono numerosi i documenti europei che negli ultimi decenni hanno consolidato la necessità di porre come obiettivo dei sistemi scolastici nazionali il raggiungimento da parte degli allievi di competenze disciplinari e trasversali (cfr. competenze chiave di cittadinanza). Con le Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo del 2012 il sistema scolastico italiano “assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento Europeo”.
Gli ordinamenti prevedono come esiti delle attività formative sia le competenze, racchiuse nel profilo dello studente in uscita da ogni ordine e grado di scuola, sia i traguardi di competenze squisitamente disciplinari che nel primo ciclo sono resi “prescrittivi” per la progettazione dei curricoli delle scuole. La didattica per competenze rappresenta inoltre la risposta a un nuovo bisogno di formazione di giovani che nel futuro saranno chiamati sempre più a reperire, selezionare e organizzare le conoscenze necessarie a risolvere problemi di vita personale e lavorativa. Questa evoluzione concettuale rende evidente il legame che si intende oggi realizzare tra le aule scolastiche e la vita che si svolge al di fuori di esse, richiedendo alla scuola – e soprattutto a ciascun insegnante – una profonda e convinta revisione delle proprie modalità di insegnamento per dare vita a un ambiente di apprendimento sempre più efficace e commisurato alle caratteristiche degli studenti.
Non si tratta semplicemente di adottare nuove tecnologie o nuovi dispositivi didattici. Lavorare sulle competenze degli studenti per svilupparle al meglio richiede un cambiamento di paradigma nell’azione didattica complessiva – a partire dalle modalità di valutazione dei risultati – e dunque richiede una profonda azione di formazione in servizio degli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola, come accompagnamento ad un processo di ricerca continua. Allo stesso tempo, occorre lavorare nella direzione di rafforzare l’applicazione di metodologie attive che rendano lo studente protagonista e co-costruttore del suo sapere attraverso il procedere per compiti di realtà, problemi da risolvere, strategie da trovare e scelte da motivare. È sempre più forte, quindi, la necessità di integrare nelle discipline il concetto di competenza, inteso come capacità di ricontestualizzare conoscenza e abilità, per l’acquisizione dei saperi fondanti. Attraverso una formazione che adotti il modello di ricerca-azione partecipata, i docenti avranno l’occasione di implementare il loro essere ricercatori e sperimentatori di proposte, pratiche didattiche e di strumenti di valuta – zione. Questo significa sancire l’allontanamento da un modello di didattica prevalentemente trasmissiva, basata sulla progettazione per obiettivi e sulla sola valutazione di contenuti appresi. In ultimo, occorre promuovere percorsi formativi particolarmente mirati ad un obiettivo cruciale per il nostro sistema, ovvero il rafforzamento delle competenze di base degli studenti. Come mostrato da indagini nazionali e internazionali, l’impatto sugli apprendimenti dell’attività didattica può essere notevolmente aumentato se sono rafforzate e innovate le metodologie didatti – che in uso, unitamente a un continuo aggiornamento disciplinare dei docenti.
CONTENUTI CHIAVE
Didattiche collaborative e costruttive; rapporto tra saperi disciplinari e didattica per competenze; rafforzamento delle competenze di base; passaggio dai modelli di certificazione delle competenze alla programmazione “a ritroso”; progressione degli apprendimenti; compiti di realtà e apprendimento efficace; imparare ad imparare: per un apprendimento permanente; metodologie: project-based learning, cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, mentoring, learning by doing, flipped classroom, didattica attiva; peer observation; ambienti di apprendimento formali e informali; rubriche valutative.
LINEE STRATEGICHE
• Favorire la capacità delle scuole di progettare il curricolo per competenze, in ottica verticale e di integrazione degli apprendimenti disciplinari;
• Spostare l’attenzione dalla programmazione dei contenuti alla didattica “per competenze”;
• Fornire ai docenti un quadro teorico consistente e mostrare esempi e modelli significativi, immediatamente applicabili, favorendo la correlazione tra attività curricolari e situazioni di realtà; • Rafforzare le competenze di base attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche innovative;
• Promuovere la diffusione di strumenti idonei all’osservazione, documentazione e valutazione delle competenze;
• Promuovere la pratica dell’osservazione reciproca in classe (peer observation);
• Promuovere la connessione tra progettazione dei curricoli, azione didattica in classe, valutazione formativa e certificazione degli apprendimenti;
• Utilizzare la mappatura e certificazione delle competenze come strumento per una progettazione “a ritroso”;
• Utilizzare i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento per progettare percorsi didattici e delineare la mappa di competenze in uscita;
• Sostenere lo sviluppo di una cultura della valutazione, capace di apprezzare le competenze promosse negli allievi e non solo di verificare le conoscenze;
• Promuovere la ricerca didattica, sia di carattere disciplinare, sia nelle sue connessioni interdisciplinari;
• Favorire la documentazione delle esperienze creando banche di materiali didattici e di buone pratiche a partire da quelle presenti nei percorsi già realizzati per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali.
Nelle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo è scritto che scuola ha come finalità quelle di “offrire agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base; far sì che gli studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari personali; favorire l’autonomia di pensiero degli studenti, orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreti bisogni formativi”.
Si tratta di finalità di alto livello che impegnano la scuola in una ricerca continua di metodologie innovative e di strumenti per coinvolgere gli studenti e per sollecitarne la curiosità e l’interesse, a partire dalla scuola dell’infanzia, primo passo fondamentale per introdurre l’idea della costruzione di un curricolo verticale in grado di seguire lo sviluppo del bambino fino dalla sua prima scolarizzazione.
Il corso concretizza questa idea attraverso un percorso che può aiutare i docenti a progettare il proprio lavoro nel rispetto delle norme che regolano il sistema di istruzione del nostro Paese e dei bisogni formativi dei nostri studenti, a cominciare dai più piccoli.
Alcuni focus
MLTV (Making learning and thinking visible)
«Come posso attivare negli studenti quei processi di comprensione profonda che costituiscono presupposto indispensabile per trasformare saperi inerti in competenze?», «Come posso rendere visibili e quindi trasferibili le strategie di pensiero?», «Come posso aiutare i miei studenti ad apprezzare il punto di vista dell’altro, uscendo dalla propria sfera individuale?». All’interno di questa cornice sarà utile approfondire gli strumenti e i protocolli di MLTV che meglio possano assolvere a queste funzioni, nello specifico: Dalle esperienze sarà possibile osservare è stato possibile individuare diverse possibilità d’uso del tempo-scuola degli studenti:
1. le Thinking Routine;
2. i protocolli di discussione;
3. gli strumenti per supportare l’apprendimento di gruppo e la documentazione.
TEAL
La metodologia TEAL nasce negli USA in occasione della diffusione del programma Studio Physics, relativo all’insegnamento della fisica e sviluppato per la prima volta dalla North Caroline State University e subito dopo adottato e implementato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT).
La diffusione di questa metodologia innovativa inizia negli anni 70 e 80 del secolo scorso quando si viene a costituire una comunità scientifica di fisici molto attiva nell’ambito della didattica. Questa comunità di studiosi e ricercatori impiega molto tempo prima di affermarsi sul panorama della ricerca
nazionale e internazionale, in quanto i fisici sono generalmente più specializzati nella sperimentazione e raccolta dati, piuttosto che nella didattica.
Contenuti del Corso
• La scuola dell’infanzia come luogo di innovazione
• Il decreto Legislativo 65/2017
• L’innovazione nelle metodologie didattiche
• Dalla progettazione alla valutazione
• Il curricolo verticale come prospettiva di innovazione
• I riferimenti normativi
• La progettazione del curricolo
• Curricolo e innovazione. La prospettiva della didattica per competenze
• Organizzazione e gestione della didattica
• Organizzazione e gestione della didattica
• La progettazione nei dipartimenti e nei consigli di classe
• La progettazione per competenze nella scuola dell’obbligo
• La progettualità riferita agli “assi culturali” dell’obbligo
• Un focus sulla didattica laboratoriale
• Alcune buone pratiche di progettazione: le Unità di apprendimento
Lezioni
- 2 Sections
- 3 Lessons
- 10 Weeks